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Bomarzo: il parco dei mostri un mix di mistero e magia

Bomarzo: il parco dei mostri un mix di mistero e magia

Nel cuore della Tuscia Laziale si nasconde un mondo magico. Seppur non ci troviamo in un libro di Tolkien, qui, potrete ammirare giganteschi mostri di pietra, animali mitologici e tartarughe giganti. È un modo fantastico che stimola la fantasia, la curiosità e la cultura del visitatore attraverso innumerevoli richiami alla mitologia ed enigmi. Parco dei mostri

La Storia del Parco dei Mostri

Il parco è nato nel 1500, quando Il principe Pier Francesco Orsini, commissionò all’architetto Pirro Ligorio la creazione. I motivi sono avvolti da un velo di mistero, poiché tutt’oggi non si sa la verità. Alcune legende dicono che il motivo fu “sol per sfogare il core” del povero principe dopo la perdita dell’amata moglie, oppure come solo obiettivo di confondere e stupire il visitatore “Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi“. 

Dopo la morte del principe, il Parco dei Mostri fu dimenticato per circa 400 anni. La bellezza di questo parco cominciò ad essere rivalutato e scoperto grazie all’interessamento di molti artisti, tra cui, Salvador Dalì. Il pittore ne rimase affascinato che ispirò la creazione della famosissima opera; il visionario Le Tentazioni di Sant’Antonio.

Le opere assolutamente da Trovare nel Giardino dei Mostri

Ercole e Caco - scena che raffigura una lotta tra giganti
La porta degli inferi - il parco dei mostri Bomarzo
nettuno- parco dei mostri bomarzo
la casa pendete - il parco dei mostri bomarzo
  • Ercole e Caco: una scena che raffigura una lotta tra giganti, l’eroe mitologico Ercole uccide il a mani nude Caco, il figlio del Dio del vulcano. Un’opera estremamente dinamica che sarà in grado di suscitare forti emozioni.
  • La Casa Pendente: un’opera in stile rinascimentale, che vuole simboleggiare un senso di vertigine e insicurezza, come metafora della caduta delle sicurezze morali e sociali.
  • La Porta degli Inferi: un enorme statua dalle fauci spalancate in cui i visitatori possono entrare, al di sopra della bocca vi è l’incisione “Ogni pensiero vola“, che invita all’abbandono della ragione che ormai capiamo essere assente all’interno del parco, bensì lasciarsi guidare dall’intuizione, la quale vi porterà al Tempietto

Queste sono solo tre delle 36 opere all’interno del Parco che scoprirete durante questo viaggio metaforicamente dantesco, tra le figure mitologiche che rappresentano le varie prove che dell’anima deve compiere.

Il modo migliore per visitare il parco in compagnia di bambini è quello di lasciarli liberi ad esplorare, curiosare e scoprire. Lasciatevi guidare dalla fantasia dei bambini stessi, liberate la fantasia e scoprite voi la storia di questo misterioso parco.

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