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Le leggende di Amalfi

TRA SACRO E PROFANO

Sono numerose le leggende legate alla costa amalfitana. Principi, regine, santi e miracoli lasciano spazio all’ immaginario più fantasioso.
Dalla statua della madonna con una pietra incastonata nel seno, simbolo del latte materno a Sant’Andrea che con il vento, spazzò la flotta del nemico ormai quasi arrivato alle coste.

Ma due sono le leggende più ricordate. Una è quella di Ercole, essere vivente metà umano e metà divino che si innamorò di una ninfa di nome Amalfi che morì improvvisamente dopo le nozze. Ercole, cercò in lungo e largo un luogo degno della sua bellezza per sotterrarla e dopo varie ricerche approdò sulla costa del golfo di Napoli, dal mare e dal paesaggio incantevole. Rubò gli alberi di agrumi dal giardino delle Esperidi e li piantò sulla costa. Da quel momento la costa prese il nome di Amalfi e la terra fu rigogliosa di profumatissimi limoni.

Altra leggenda è legata al matrimonio segreto di Maria Giovanna d’Aragona, che dopo aver crsciuto due figlie ed esser rimasta vedova di Alfonso Piccolomini, si innamorò del nuovo maggiordomo arrivato a corte, Antonio Bologna che le diede tre figli. Si sposarono in segreto ma quando i fratelli di Maria Giovanna lo scoprirono, diedero la caccia all’uomo tanto che Antonio fu costretto ad emigrare e fu pugnalato a Milano. Giovanna invece, fu rinchiusa e torturata sulla torre dell Ziro con la sua cameriera complice e i suoi figli. Sempre secondo la leggenda, di notte è possibile udire le loro urla di disperazione.

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